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Come ho costruito il mio piano d'investimento ed il mio portafoglio

 Buongiorno a tutti, ci ritroviamo! Oggi volevo impostare un articolo sul come, da studente con un piccolo budget, ho impostato il mio portafoglio e la strategia che ho deciso di seguire e sto ancora seguendo. L'idea alla base della mia scelta di investire non era quella di farlo perché avessi molti soldi, anzi, ma perché ho sempre pensato che sprecarli in cose futili o senza valore sia un vero peccato; magari questo può esser visto come un pensiero sbagliato, magari tu che leggi sei del parere del: "fin quando i soldi non mancano voglio godermi la vita" ed è giusto così, esistono opinioni diverse per persone diverse. Tornando a noi: ciò che mi ha spinto nel voler intraprendere questa esperienza nei mercati finanziari è stato per lo più quella di fare esperienza, non godevo di una grande somma, ma la voglia di agire era più forte di qualsiasi altra cosa. Avevo in mente cosa fare, ma per riorganizzare le idee avevo bisogno di un piano scritto da qualche parte, in modo da p...

ETF vs Fondi Attivi: alla fine ho scelto la semplicità

Prima di iniziare ad investire ero pieno di dubbi. Ero diventato maggiorenne da pochi mesi, ero all'ultimo anno di superiori di un tecnico commerciale(ex ragioneria) e avevo iniziato a coltivare un interesse per la finanza. Intorno a me dicevano che i fondi attivi erano la scelta intelligente: professionisti che analizzano ogni dato, ogni settore e ogni trend per battere il mercato, ed io da giovane entusiasta pensavo: “Wow, devo assolutamente imparare a seguirli”. Poi ho cominciato a fare sul serio, studiare rendimenti storici e confrontare numeri reali. È lì che ho capito che, per quanto i fondi attivi possano sembrare sofisticati, spesso non battono nemmeno gli indici ed io, con il mio piccolo capitale da studente-lavoratore, non potevo permettermi di pagare commissioni alte per risultati mediocri. Così ho scoperto gli ETF passivi . All’inizio li vedevo come qualcosa di troppo semplice, quasi banale: un fondo che replica un indice e basta. In realtà più li osservavo, più capiv...

Private Equity: diverso ma interessante

Quando ho iniziato a interessarmi di investimenti, la parola private equity mi faceva un po’ paura. Suonava come un mondo riservato solo ai grandi fondi e a chi ha milioni da mettere sul tavolo. Però, con il tempo, leggendo, parlando con altre persone e provando a simulare investimenti anche piccoli, ho capito che in realtà il concetto base è semplice: si tratta di supportare aziende reali nel loro percorso di crescita, entrare un po’ “nel backstage” e osservare come si costruisce valore nel lungo termine. Ciò che mi ha sempre affascinato è che, a differenza delle azioni quotate, qui non ci sono oscillazioni giornaliere dei prezzi a distrarti. Il private equity ti obbliga a fermarti, guardare davvero i numeri, il management, il settore in cui l’azienda opera, e a pensare a cosa può succedere tra tre, cinque o anche sette anni. Ho passato ore a studiare casi storici, e ogni volta mi sono reso conto che il segreto non è predire il futuro, ma capire le dinamiche di crescita, i punti di f...